Frattesi lancia l'Italia verso gli Europei con un sorriso: Bosnia battuta (2024)

Gli Azzurri vincono 1-0 l'ultima amichevole prima della partenza per la Germania. A segno il nerazzurro al 38'. Da migliorare la fase difensiva

Dal nostro inviato Fabio Licari

Prendiamoci questo 1-0 che fa morale, rassicura su Donnarumma e Scamacca, i migliori con l’infaticabile goleador Frattesi, e offre discreti passi avanti rispetto allo 0-0 con la Turchia. La Bosnia è decisamente inferiore, non s’è neanche qualificata all’Euro, le manca Dzeko, ma riesce a mettere paura agli Azzurri in tre o quattro occasioni: dietro commettiamo troppi errori per superficialità e mancanza di misure, un alibi che possiamo permetterci adesso ma non tra una settimana, al debutto con l’Albania. Senza Barella c’è meno lotta in mezzo, meno personalità: la coppia fa*gioli-Jorginho è un po’ timida, Chiesa si accende a intermittenza, ma qualcosa del gioco comincia a vedersi in questo 3-4-2-1 che sembra restituire un’identità più precisa rispetto al 4-2-3-1 di Bologna. Sul doppio play si deve insistere, sarà difficile rinunciare a Frattesi e allo stesso Cambiaso che fa sempre la cosa giusta. Dietro, un Calafiori con questa personalità è più di una riserva. Ora però dobbiamo fare più pressing e creare più occasioni: il giropalla è stato spesso lento e orizzontale e le ripartenze concesse sarebbero letali. Però ritroviamo il sorriso e la strada su cui lavorare. Le gambe sono ancora un po’ imballate, ma la “squadra” comincia a prendere forma.

Frattesi lancia l'Italia verso gli Europei con un sorriso: Bosnia battuta (1)

falsa partenza

Ci mette un po’ l’Italia a capire la partita e a capirsi dopo il nuovo cambio tattico. All’inizio la difesa non trova mai le misure, lenta, prevedibile. Anche gli appoggi corti non hanno sincronismi. Gli errori individuali favoriscono la grande occasione di Hajradinovic, innescato da un passaggio orizzontale un po’ presuntuoso di Calafiori: Donnarumma si supera sul diagonale a fil di palo. La Bosnia ha un’altra occasione con Gazibegovic su punizione, vola ancora Donnarumma, infine di nuovo con Hajradinovic, il cui tiro un po’ svogliato è respinto da Darmian. La Bosnia aveva tirato una volta in 90’ contro l’Inghilterra, qui è già a tre conclusioni: è in fase di ricostruzione dopo aver perso Pjanic e con Dzeko verso i titoli di coda, ma lotta e approfitta delle nostre problematiche per ripartire.

frattesi goleador

Superati questi 20’ difficili, gli Azzurri trovano il gioco e le verticalizzazioni soprattutto muovendosi sugli esterni: Bellanova a destra è basico ma efficace, corsa e cross, Cambiaso più elegante e preciso, ma meno veloce sull’altra fronte. Buona intesa juventina con Chiesa: uno incrocia, l’ala si allarga, Spalletti non sempre pare felice dell’iniziativa. In mezzo, fa*gioli e Jorginho si pestano un po’ i piedi, non c’è l’intesa del doppio play Jorginho-Verratti, ma è lo juventino che fa di più e prende in mano l’Italia: solo che non gli riescono visioni a lunga gittata perché il 5-4-1 bosniaco chiude ogni corridoio. Per superare lo sbarramento ci vogliono Frattesi, quello che da trequartista di destra cerca sempre la profondità, e Scamacca, che si muove alla Dzeko attirando la difesa bosniaca sulla trequarti e aprendo per le entrate di Frattesi e Chiesa. L’interista ha un paio di belle occasioni, il tiro dello juventino è respinto da Katic, poi nel finale di primo tempo un’azione più ragionata da sinistra: cross di Chiesa e Frattesi al volo infila sul primo palo, 1-0. Quinto centro in azzurro, quarto con Spalletti: non sarà facile toglierlo al debutto.

che scamacca

S’abbassa un po’ il ritmo nella ripresa, ma la Bosnia si limita ormai alla fase difensiva, mentre gli Azzurri sembrano cercare più la manovra in mezzo che la profondità. Si scatena però Scamacca che avanza il raggio d’azione: ora è lui ad attendere in area gli appoggi. Non lo fermano. Un assist visionario di Buongiorno lo mette a tu per tu con il portiere bosniaco che fa un miracolo e si ripete ancora sull’atalantino. Potevano essere due gol ma Scamacca c’è, eccome, e crescono Chiesa, Cambiaso e Calafiori, sempre a testa alta. Spalletti ne approfitta per i cambi, dentro Cristante, Pellegrini e Dimarco, poi Raspadori e Folorunsho al debutto. Dimarco, entrato male, regala l’ultima emozione con un retropassaggio che innesca Ahmedhozic, ma Donnarumma salva il successo. Però troppi errori in difesa: qui c’è da lavorare.

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